Ristorante Da Giovanni

23 Novembre 2015

Qui di seguito il discorso che Renato ha pronunciato in occasione dell’anniversario del nostro ristorante.
 
 
Gentili Signore, cari amici e colleghi, autorità religiose, civili e militari e giornalisti presenti: grazie per aver accettato il nostro invito. Proprio oggi papà Giovanni avrebbe festeggiato il suo 91° compleanno e sono certo che, di lassù, sta brindando con noi! La nostra avventura comincia 50 anni fa, quando Giovanni e Carolina, i miei genitori, hanno aperto l’osteria con rivendita di sali e tabacchi, generi alimentari e distributore di benzina. Poi, col tempo, l’attività di ristorazione si è rivelata la via privilegiata: una via che prosegue ancora oggi, con alcune peculiarità. Peculiarità che, in questi giorni drammatici, ci fanno essere ancora più fieri del nostro lavoro. I tragici fatti di Parigi ci hanno fatto toccare con mano che l’obiettivo del terrorismo non è solo l’arte, la cultura o lo sport: è soprattutto la libertà e il piacere di stare insieme, proprio come succede nei nostri ristoranti dove, da sempre, ogni cliente si sente, innanzitutto, un amico. Il valore dell’amicizia, infatti, è sempre stato alla base dei nostri obiettivi. Obiettivi che ci hanno trasmesso papà Giovanni e mamma Carolina, grazie alle fatiche che hanno fatto e alla passione che hanno dedicato al nostro lavoro, insegnandomi a condurre un’attività che ho potuto far mia su basi solide. Dicendo “far mia”, pare che io stia peccando di presunzione, perché la parte che io svolgo è poca cosa, in confronto alle capacità e alla dedizione di mia moglie Maria Teresa, di mia figlia Gaia, di mio figlio Nicola con sua moglie Sara: vere colonne del “Da Giovanni” di oggi, a loro volta sostenuti da tanti collaboratori, che dovrei nominare uno ad uno, ma che accomuno in un “grazie di vero cuore”. Penso di non dover aggiungere altro: lasciatemi, però, esprimere una piccola, grande soddisfazione. Da mio padre il testimone è passato a me, da me a mio figlio Nicola e ci sono buone prospettive che da Nicola possa passare ai suoi figli: al primo, Nicolò, che ha già designato suo fratellino Tommaso al ruolo di chef, erede di nonna Maria Teresa. Dunque, un abbraccio affettuoso a tutti voi, Signore e Signori graditi ospiti, colleghi e colleghe e ambasciatori della buona cucina italiana che, assieme all’amicizia, è il nostro vanto. Per concludere: buon appetito e… ai prossimi 50!

Renato Besenzoni